Voti, canzoni (di Sanremo) e segnali di insofferenza del movimento

Voti, canzoni (di Sanremo) e segnali di insofferenza del movimento

Per festeggiare degnamente la settimana successiva a uno Slam (che spinge, già di per sé, al riflusso) e la contemporanea Messa cantata del Festival di Sanremo, ecco solo per voi un riepilogo dell’atroce strazio movimentistico, liberamente ispirato alle canzoni in gara all’Ariston.

Me ne frego, canta il Piccolo coro del Disinteresse generale. Ultimamente siamo abituati bene, per carità, ma questa settimana era inevitabile che gli spazi tennistici nazional-popolari coincidessero con l’intervento di Djokovic sul palco dell’Ariston e con il palleggio tra Sinner e Fiorello nel circolo di Bordighera. E non con il tennis giocato. Voto NC

No, grazie, canta Fabio Fognini. Perché rinunciare a una settimana in famiglia, dopo le fatiche Slam? Per giocare un misero 250, poi? Voto: 6

Dov’è?, canta Matteo Berrettini. L’infortunio che ha condizionato la trasferta australiana porta ancora qualche strascico. Quindi riposo questa settimana e neanche rientro a Buenos Aires la prossima. Voto: 5,5

Niente (Resilienza 2020), canta Lorenzo Sonego. Che ha cominciato l’anno con lo stesso piglio gradasso dell’Italrugby nel Sei Nazioni. E infatti, nei prossimi tornei, sarà sostituito dal Sudafrica. Voto: 4,5

Nell’estasi o nel fango, canta Marco Cecchinato. Che ci prova, lancia qualche segnale incoraggiante nei challenger, ma non riesce a uscire dal circolo vizioso. Voto: 5,5

Il confronto, canta Jannik Sinner. Che subisce la mattanza occitana con quell’Ymer ridicolizzato a novembre a Milano. Giusto in tempo per tornare a Bordighera e palleggiare – come già detto – con Fiorello. Voto: 5 a lui, 1- ai fenomeni di internet che lo hanno insultato e definito bollito dopo la sconfitta con lo svedese. Li aspetto tra qualche mese, impazienti di salire sul carro del vincitore.

Il sole a est, canta Stetone Travaglia. Quando gli ricapita, un bye al primo turno in un 250? Occasione di platino gettata alle ortiche, il tabellone indiano era forse il più abbordabile dell’ultimo decennio. Voto: 5

Va bene così, canta Salvo Caruso. Che un turno in India lo passa, rimanendo nei cento per un pelo. Fuori subito dopo con il vincitore del torneo Veselj, ma voto: 6, anche se poi va in Argentina e sulla terra amica esce alle quali con Pedro Sousa.

Nonno Hollywood, canta Paolino Lorenzi. Questa è dell’anno scorso, licenza poetica. Che gli vuoi dire? per me è voto (minimo) 6, sempre. Pure meritato sul campo: ha da poco divelto Guillermo García López.

Finalmente io e anche Ringo Starr, canta Roberto Marcora. Qualificazione a Pune e primo quarto di finale Atp in carriera. Vittoria clamorosa e in scioltezza con un top 20, il motivatissimo Paire. Best ranking, a trent’anni suonati, a ribadire ancora una volta la storica legge della lenta maturazione italica. Voto: 8,5 e copertina.

Rosso di rabbia, cantano Gaio, Mager, Caruso e Giannessi. Tutti fuori al primo turno delle qualificazioni di Buenos Aires. Mattanza siderale. Voto: 3

Fai rumore, canta(no) Bega e Fonio (se vince). Che si aggiudica(no) i futures di Sharm (e Antalya). Perché il movimento vive e glorifica, anche nelle settimane più nefaste. Voto: 8

Gigante, canta Gigante. Voto 0- (a me)

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