La settimana della vita e il best ranking di Gianluca Mager

La settimana della vita e il best ranking di Gianluca Mager

Un nome che ognuno pronuncia come gli pare, un tennis sciolto e propositivo – finalmente senza improvvisi blackout -, un salto in classifica fino alla posizione 76, dopo una carriera sempre fuori dai 100: anche per Gianluca Mager è arrivata la settimana della vita.

E ha tutti i crismi della settimana della vita italianista DOCG, irrazionale e avvincente. Perché Gianluca Mager è tennista talentuoso e divertente che si è smarrito sovente per storie personali, concentrazione a intermittenza, partite perse sul più bello.

Come quella di due settimane fa contro Cuevas a Cordoba, totalmente dominata nel gioco, persa al game della verità, fisicamente abbandondata nel terzo set.

Lì però avevamo visto un nuovo Mager, pronto a fare il salto, a giocare senza pensieri, con quel suo fare un po’ febbrile e sbrigativo, la camminata poco elegante, il braccio felice.

Il tennista di Sanremo ricorderà tutto di questa mitica settimana brasiliana, dove noi ci siamo innamorati per la 945° volta del tennis, e dove lui ha fatto appello a qualsiasi legge, sfatandone anche alcune.

Un Atp 500 con un tabellone monco e una pioggia battente, dove ne abbiamo viste delle belle, ne è stata la perfetta cornice.

Tutto è andato alla perfezione, sin dalle qualificazioni, vinte con furente autorità: tre game lasciati a Collarini, addirittura due game ad Attila Balazs, che poi ritroverà in semifinale.

Al primo turno Gianluca parte già sconfitto con il boscaiolo Ruud, fresco vincitore a Buenos Aires. La legge Tommasi e la forma dell’italiano gli vengono però in supporto. Soprattutto gli fornisce aiuto un sangue freddo mai riscontrato ora: 7/6, 7/5.

Al secondo turno con Domingues è lecito darlo favorito e qui chi ha visto molto tennis ha timore. Sbagliando. 6/3, 7/6 e la sensazione che, improvvisamente, Isner ami il tie break meno di Mager.

Il quarto con Thiem è proibitivo, ma l’austriaco è in versione torneo minore e ha concesso un set anche al bibitaro dello stadio. Il set di Mager ha quota 3.5 e lo metto nella schedina delle scommesse. Un po’ ci credo perché non imparo mai.

Il set lo vince, naturalmente al tie break, tiene al secondo, va addirittura avanti, ma arriva il nubifragio. La classica situazione in cui cominci a pensare e rischi di rientrare in campo pieno di dubbi.

Poteva essere martirio indicibile

D’altronde Mager in dirittura di arrivo con un top ten, contro la legge dell’interruzione per pioggia puzza di finale segnato, specie se appena si riprende arriva il break per l’austriaco.

Poi l’irrazionale prende il sopravvento e capiamo che è definitivamente settimana della vita, i dei del tennis vogliono farsi perdonare: Mager ribrekka Thiem e vince 7/5. Tripudio indicibile e inesausto.

Trovare Attila in una semifinale di un 500 è affare mica da poco, ma attenzione la legge del lucky loser è in agguato e tutti tremiamo. Infatti, Mager non lo divelle con la furia delle quali, ma ci arriva al tie break, si ricorda di essere Isner e lo porta a casa.

La pioggia incombe, come se l’epica debba per forza assumere connotati parossistici e alla ripresa parte la sadica e sgraziata rimonta dell’unno, tra kick esasperati e manovaleschi recuperi di dritti in back da vietare rigorosamente ai minori.

D’improvviso, al terzo set per Mager c’è il baratro! L’ungherese comincia a fare più doppi falli di Errani, Gianluca tira tutto, rientra in partita, mette la freccia, lo redime, vince e piange come se non ci fosse un domani.

La finale si gioca due ore dopo. Mager è felice, emotivamente già scarico, ma con in testa un tennis di rara spontaneità, può diventare pericoloso e Garin lo sa. Infatti per portarla a casa si mette a fare il gregario, rema e si accende nei momenti più importanti (il cileno è un campione), ma il palcoscenico è per l’italiano che accende e spegne, e tira davvero tutto.

Mai visto così sciolto, nemmeno nei turni precedenti. Certo gli errori arrivano, ma la quantità di vincenti è clamorosa, specie in risposta dove adatta la tattica del provare sistematicamente il vincente diretto.

Sotto di un break nel primo, lo rimonta ma perde il primo tie break del torneo. Al secondo è a tratti ingiocabili, sembra Fognini quando ha le mezz’ora di grazia.

Garin non concede nulla e sotto 5/3 al secondo rimonta e la va a vincere in due, Mager crolla nel finale, sorridendo. Il suo torneo l’aveva già vinto poche ore prima. Va bene così a tutti. Grazie ancora Gianluca.

[foto credito: SuperTennis]

AdrianoAiello

Cinema, musica, cibo, vino, poker, risiko, calcio manageriale, scrittura, scrittura, scrittura. E tennis naturalmente. Ho speso una vita inseguendo le mie passioni, trasformandole troppo spesso in ossessioni. Tra tutte queste, il tennis, che seguo maniacalmente da più di 30 anni [...]
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