Il pagellino della prima incredibile settimana di Roland Garros

Il pagellino della prima incredibile settimana di Roland Garros

Di tutto: al Roland Garros, sinora, è successo davvero di tutto. Sette giorni indimenticabili per chi ama le storie, i riscatti e le sorprese.

Tennisti in abiti sciistici, match interminabili, bolle, febbri e tie break infiniti (quello di Sonego vinto 19/17 con Fritz, nuovo record!); ma soprattutto giocatori da itf in un ottavo slam, pioggia fissa come in Blade Runner e vento come nella scena del deserto in Mission Impossible IV.

Sopra ogni cosa, è stata una settimana caratterizzata dal dominio crasso, stordente inaudito e francamente eccessivo del movimento, che ha raggiunto nella giornata di ieri, domenica 4 ottobre, l’apice definitivo con Sinner castigatore severo di simpatia Zverev e Trevisan, anche lei ai quarti, nella settimana della vita. Le dedichiamo la copertina.

Proviamo a fare ordine con un pagellino tra il tonitruante e l’esecrabile.

MOVIMENTO (IN SALUTE): 9

Dimentichiamoci di Fognini, che in questo momento non fa media e ha più acciacchi che bizze (è tutto dire), ma ricordiamoci della brutta sconfitta di Berrettini con Altmaier in 3 set, che impedisce di dare il voto 10 nella più grande settimana slam che il tennis italiano possa ricordare.

Si è partiti bene già dalle qualificazioni, poi la modalità trionfo ha preso piega sin dalle cose più inaspettate, tipo Giustino che batte Moutet al primo turno 18/16 al quinto in un finale epico, dove i valori agonistici hanno sorpassato qualsiasi eventuale interesse tecnico.

Ottimo il torneo di Travaglia, che divelle con relativo agio Andujar e Nishikori, prima di arrendersi al tiranno (ma su Mutanda arrivo tra poco). Ancora meglio Sonego che decide di superare per la prima volta il primo turno al Roland Garros arrivando agli ottavi, ma contro Schwartzman semplicemente non ha armi.

Si risveglia per due turni anche Cecchinato, prima di buscarle da Zverev. Per non dimenticare Errani, che senza servizio sarebbe già agli ottavi, battuta in un match/psicodramma con la Bertens, che esce ridicolmente su una sedia a rotelle, dopo aver vinto 9/7 al terzo. No, non è la mia solita iperbole.

Disumana ed esaltante la prepotenza peccatoriale di Sinner, che avrebbe fatto lo stesso agli Us Open senza l’infortunio al primo turno. Scherza Goffin al primo turno, ridicolizza Bonzi al secondo, gioca una grande partita anche con il miglior Coria che io ricordi e poi da 3 set a 1 a ilarità Zvrev, che la prende bene e dice di aver giocato con la febbre forse per giustificare un tergicristallismo francamente flautolento.

Sorprende la resa su terra battuta di Sinner, financo in condizioni estreme e poco veloci, ma ci sono sfumature importanti nel suo tennis di questi ultimi tempi che saltano agli occhi.

In primis la forma fisica straripante che gli permette di avere il pallino del gioco in qualsiasi condizione. E con quei colpi può lasciare fermi tutti. Tutti tranne ovviamente i due cannibali innominabili, che rovineranno anche questo slam nelle ultime giornate.

MARTINA TREVISAN: 10

Martina merita, ancora più di Peccatore, di essere estrapolata dal movimento, per la sua universale storia di riscatto, ennesima vetta umanista che regala il tennis.

Giovane talento giovanile, persosi nei meandri di crisi e angosce personali su cui è ridondante speculare, ma che sono state tali da farla smettere per quattro anni. Martina è quasi un idealtipo della tennista italiana classica tutta tecnica, grinta, cuore e fisico minuto: ha presenza agonistica, colpi penetranti e quegli occhi grandi che non nascondono nulla.

Forse anche per questo il suo torneo apre il cuore e accende impeti letterali.

Si arrampica nei tre turni di qualificazioni, Martina, poi trova la Giorgi al primo turno e le da una lezione di testa e compiutezza. Quindi pesca la Gauff e qui il pronostico è davvero chiuso, anche il mio (soprattutto il mio che gli betto contro, facendomi male). Complice il servizio delle ragazzina americana, intenta a produrre manciate di doppi falli, Trevisan riprende una partita incredibile per i capelli e la vince 7/5 al terzo.

Al terzo turno becca camminata elegante Sakkari e sembra davvero la fine dell’avventura, specie dopo il 6/1 con cui perde il primo set. Invece rimonta anche questa volta , scrivendo un altro capitolo del suo mirabile rise and fall al contrario, prima di redimere la malata immaginaria Bertens, qui anche con forza, senza nemmeno troppi patemi d’animo.

Ora può davvero succedere di tutto, anche se Swiatek in questo momento sembra avere una cilindrata improponibile. D’altronde parliamo di WTA, dove solo ieri abbiamo visto la favoritissima Halep presa a pallate proprio da Swiatek.

Per l’angolo betting, chi mi segue sa che ho l’antepost Jabeur preso a fine anno scorso a 251! Non succede, ma se succede mangio un cetafolo zebra su Tik Tok.

FUGA DAL MONDO CHALLENGER: 9

Per noi malati di storie minori, tennisti buffi, lanciatori di racchette e di tutto quel mondo ampiamente sotto la cappa della notiziabilità, questo Roland Garros è stato esaltante. Parlo al passato perché nella seconda settimana i vari Gaston, Galan e Altmaier lasciano il passo ai nomi noti, ma fin qui ci hanno fatto divertire parecchio.

Soprattutto il primo, capace di battere Wawrinka e spaventare anche Thiem ieri, portandolo al quinto con un tennis vario e ispirato, ineluttabilmente francese (la migliore scuola tecnicamente parlando, insieme a quella italiana, a mio parere).

Discorso diverso per Korda, il cui salto di qualità, sommato a discendenza nobile e a una facilità di gioco davvero impressionante, deve far pensare a un suo approdo rapidissimo nel tennis che conta.

In comune, con quasi tutti i tennisti citati sinora, Korda ha subito però la cura medievale inflitta da Mutanda. Quindi leviamoci sto sasso dalla scarpa e permettetemi lo sfogo.

Rafael Nadal: 0

Basta Nadal, davvero smettila, nessuno può sopportare ancora per molto questa dittatura tetra e sanguinaria, che parte con dichiarazioni di preoccupazione pre torneo, lamenti insopportabili (sulle palle e persino sul freddo) e prosegue macellando avversari con ira assoluta e sguardo eternamente corrucciato.

Mai la vita di un tennista, nemmeno quella di Robot Djokovic, ha trovato nella distruzione continua di sogni, speranze e carriere la propria catarsi.
E mai avremmo pensato che qualcuno potesse rimettere in prospettiva il percorso di Pol Pot e renderlo umanitario rispetto alla tua voglia di distruggere le vite dei tuoi simili. Che mai riconoscerai tali.

Lendl era nulla al confronto, un agnellino.

Sei stato quasi tenero con Gerasimov, c’è stato un briciolo di umanità in te in quell’occasione, è vero, poi però hai lasciato 4 game a McDonald (ispirando il post geniale di Burger’s King che ho messo sopra), 5 al povero Travaglia e 4 a Korda, divelto nella tempesta di sabbia generata dalle tue rotazioni.

Era una delle storie della settimana quella di Korda: esploso di colpo, bellissimo, aggressivo, completo, esaltante e improvvisamente pronto per il grande livello, ma tu lo hai mandato in analisi. E domani sei pronto a ridimensionare vita, carriera e affetti di Sinner: tutti sanno che vuoi punirlo e ridimensionarne la portata perché sei sadico e malvagio.

Dennis Shapovalov: 2

Un inutile soprammobile è per sempre. Il mondo con cui ha perso con Baena rifornisce linfa vitale allo stereotipo del talento senza mordente. Riandatevi a leggere quanto scrivevo tempo fa.

AdrianoAiello

Cinema, musica, cibo, vino, poker, risiko, calcio manageriale, scrittura, scrittura, scrittura. E tennis naturalmente. Ho speso una vita inseguendo le mie passioni, trasformandole troppo spesso in ossessioni. Tra tutte queste, il tennis, che seguo maniacalmente da più di 30 anni [...]
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