Guida ai tennisti italiani in gara al Roland Garros

Guida ai tennisti italiani in gara al Roland Garros

Dunque, ci siamo. Con la conclusione delle qualificazioni e con il sorteggio del tabellone principale, si può ritenere conclusa l’attesa per l’edizione forse più strana nella storia ultracentenaria del Roland Garros, che per una volta chiuderà la stagione estiva anziché anticiparla.

Infatti di estiva ha ben poco e Nadal si è al solito lamentato di qualcosa. Stavolta del freddo. Ovviamente vincerà in infradito il torneo.

Torneo che naturalmente sarebbe stato vinto a mani basse da Musetti, fresco divellatore a Forlì, se la miopia (mista a un pizzico d’invidia) degli organizzatori non avesse prevalso, negandogli una sacrosanta wild card. Ma il tempo è dalla nostra. Già a partire dal 2021 Lorenzo vincerà talmente tanto da costringere i cugini d’oltralpe a tante scuse e a restituire Nizza e la Savoia. E, già che ci siamo, pure la Gioconda (che poi non è mai stata acquisita illegalmente, ma questo è un altro discorso).

Siete dunque impazienti di leggere una seria esegesi degli impegni e delle prospettive degli alfieri del movimento? lo prenderò come un sì.

Le qualificazioni, dicevo. Il pre-torneo ha concesso il pass per il tabellone principale a quattro italiani, due ragazzi (Cecchinato e Giustino) e due ragazze (Errani e Trevisan), portando il totale dei rappresentanti azzurri a 14. Numero notevole, come è piacevole abitudine di recente, e buon segnale per il tennis femminile, anche se Sara e Martina non sono esattamente due giovanissime promesse.

Come sempre, per motivi di spazio ma soprattutto per restare in un territorio più familiare, parlerò soltanto del tabellone maschile. Il comitato delle pari opportunità se ne farà una ragione.

Salvatore Caruso

Salvo-post covid è decisamente in palla, best ranking ritoccato più volte e risultati a New York e Roma francamente inimmaginabili anche solo un anno fa. Mezzo passo falso a Forlì, ma per motivi logistici potrebbe non essere un male.

Ha pescato l’argentino Guido Pella, uno abituato alla lotta e che di solito negli Slam è piazzato a fine programma, perché è un gran bravo ragazzo e i custodi si fidano ciecamente se devono lasciargli le chiavi del circolo.

Ha avuto parecchi problemi nella ripresa dell’attività, insomma, si può anche fare, ma sarà quasi certamente una battaglia. Al secondo turno gli sbarra decisamente la strada Carreno Busta.

Caruso vincitore del Roland Garros comunque quota 2000, un affare (nota di Aiello)

Matteo Berrettini (7)

Testa di serie alta e, fortunatamente, primi turni comodi per Berrettini. Esordio sulla carta tranquillo con Pospisil, uno per cui il rosso è solo quello della bandiera del Canada, secondo turno con il vincente tra Popyrin e Harris, che ieri si è ritirato con Musetti a Forlì. Probabilmente per timore di essere divelto male.

Al terzo turno dovrebbe incrociare Struff (Tiafoe permettendo), avversario da prendere con le molle ma comunque gestibile, per arrivare ancora una volta alla seconda settimana. E qui le cose si faranno decisamente più complicate, perché l’eventuale avversario con tutta probabilità uscirà dal derby di terzo turno tra Bautista Agut e Carreno Busta, incrocio fortemente voluto dagli dei del tennis per levare dalle palle in tempi accettabili almeno uno dei due.

E il Berrettini post lockdown, lo dico con la morte nel cuore, non partirebbe favorito né con uno né con l’altro, quindi per ora mi fermo qui.

Gianluca Mager

Pesca decisamente male, Dusan Lajovic gli è superiore ed è pure piuttosto in forma. Poche chanche e, probabilmente, un film già visto: occasioni sciupate e break chirurgici dell’avversario alla prima occasione.

La parte di tabellone è quella presidiata da Rublev, ma sarà decisamente complicato arrivarci.

Lorenzo Sonego

L’anno scorso al primo turno era stato sorteggiato con Federer, quest’anno è andata un po’ meglio: Emilio Gomez, all’esordio in uno Slam trent’anni dopo il trionfo parigino di suo padre Andrés.

Lorenzo non è in formissima, ma il ritorno alla vittoria a Roma dovrebbe dargli la tranquillità sufficiente per superare l’ostacolo.

Al secondo turno ci sarebbe Monfils, e LaMonf a Parigi è avversario troppo ostico per lasciarsi andare a voli pindarici.

Lorenzo Giustino

Il primo dei due qualificati azzurri, capace di bissare l’ingresso Slam dopo Melbourne, stavolta senza bisogno di ripescaggi. Ha battuto al turno decisivo Dustin Brown, ma in questo caso la delusione per la sconfitta della quintessenza della non eminenza è decisamente compensata dalla gloria del movimento.

Non avrebbe neanche pescato malissimo, ma Moutet è oggettivamente più forte, è più giovane e rampante e gioca in casa.

Ha comunque già vinto il suo torneo, gli si chiede soltanto di fare una buona figura. Lo spicchio di tabellone è quello di Schwartzman, ma vale il discorso già fatto per Mager.

Marco Cecchinato

L’altro qualificato, quello alla vigilia più pronosticabile. E qui le cose sono un po’ differenti, se non altro perché mi sembra di ricordare vagamente che Cecchinato a Parigi, meno di due anni e mezzo fa, abbia fatto semifinale.
Lo so, la sua parabola tennistica verrà studiata dai nostri discendenti come uno tra i misteri più insondabili del XI Secolo, ma è così.

L’avversario è sì una testa di serie, ma è quell’Alex De Minaur già battuto l’anno scorso a Roma (peraltro in uno dei periodi più bui di Marco), reduce da un 2020 non all’altezza delle (altissime) aspettative e non esattamente un mammasantissima sul rosso.

Insomma, percorso non del tutto chiuso per raggiungere il vincente del derby tra Delbonis e Londero e poi, molto eventualmente, Sascha Zverev.

Jannik Sinner

Non è fortunato Peccatore nei sorteggi. Però Goffin a Roma ha raccattato le briciole con Cilic e poi c’è quel piacevolissimo precedente di Rotterdam a inizio anno. Quindi non fasciamoci la testa se non è ancora rotta e proviamo a guardare oltre, con un po’ di sano ottimismo.

E l’oltre è decisamente interessante, sia per il potenziale secondo turno (Bonzi o Ruusuvuori), sia per il terzo, dove ci potrebbe essere un’interessante rivincita con Paire, a campi invertiti e recidive Covid permettendo.

Insomma, lo scoglio tosto è all’esordio, superato quello secondo me avrebbe molte più possibilità di trovare lui Zverev agli ottavi che Cecchinato ai sedicesimi.

Fabio Fognini

Un Fognini mediamente in forma, con questo sorteggio, starebbe già programmando l’ottavo con Nadal. Il Fabio convalescente di questa seconda parte del 2020 richiede più cautela ma, a conti fatti, ce la può fare ugualmente.

Primo turno con Kukushkin sul rosso: non era semplicissimo trovare di meglio, secondo turno con il vincente tra due qualificati, Martinez e Vukic. Ai sedicesimi la classifica direbbe Isner, ma già si sogna il derby dei padri nobili dell’Italtennis con Seppi.

Insomma, tutta gente alla portata, anche di un Fognini a mezzo servizio. Poi, come detto, ci sarebbe Nadal e, in queste condizioni, fine delle trasmissioni.

Andreas Seppi

Stesso spicchio di tabellone di Fognini, più o meno stesso discorso. Un Seppi anche al 70-80% non avrebbe problemi con Korda (toh, un altro figlio d’arte) e se la giocherebbe tranquillamente con Isner, lo dicono i precedenti sul rosso.

Certo, pure Long-John, di un anno più giovane, non sembra essere nel momento più sfolgorante della carriera, e poi c’è sempre l’ontologica incapacità di uscire dai cento (cit.) di Andreas. quindi una discreta possibilità per il derby dei vecchietti, secondo me, c’è.

Stefano Travaglia

Concludiamo l’analisi azzurra con Stetone, caduto nello spicchio di tabellone di un certo Rafa Nadal. Il primo turno sulla carta non sembrerebbe insormontabile, ma un mese fa a Prostejov Travaglia con Andujar ha racimolato tre giochi, quindi occhio, ok che nel frattempo c’è stato l’exploit di Roma, ma occhio.

Eventuale secondo turno con il vincente di uno dei match sulla carta più equilibrati di primo turno, quello tra Daniel Evans e Kei Nishikori, giapponese leggermente favorito per attitudine alla superficie ma con la solita incognita delle condizioni fisiche. Due ossi duri da rodere.

Certo, ai sedicesimi ci sarebbe Sua Maestà Rafa, e lo Chatrier sarebbe una bella soddisfazione…

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