Fabio Fognini divelle Pella e raggiunge gli ottavi di finali agli Australian Open

Fabio Fognini divelle Pella e raggiunge gli ottavi di finali agli Australian Open

Ebbene sì, Fabio Fognini raggiunge gli ottavi di finale agli Australian Open. Divelto (francamente con agio) Guido Pella in tre set, in un match sostanzialmente perfetto.

Il torneo australiano sta dando qualche soddisfazione, ma soprattutto sorprese. Mentre Osaka va a casa (con la Gauff), Agutto si fa redimere da Cilic in versione slam e Tstitsipas manda il fratello a giocare contro Raonic (perdendola in tre).

Non solo: nella notte a casa anche Serena Williams, sconfitta dalla Wang e mentre scrivo Il Felpato fatica contro Millman – che è pippa vera, ma Federer lo soffre non si sa il perché.

Fognini invece era in versione terzo turno: basta patemi d’animo, mani insanguinate, maratone. Partita di solidità tecnica e atletica impressionante. Tanti vincenti, pochi errori, servizio efficace, recuperi surreali e un paio di pallonetti (anche in momenti fondamentali) da registrare già nella top ten dei colpi dell’anno.

Primo set di grande equilibrio, con Pella su alti livelli al servizio: si va al tie break e lì Fogna piazza un 7 a 0 di arroganza sublime. L’argentino si guarda in giro e vede materializzarsi la mattanza vera. Cerco un Salon da stappare, ma devo andare a lavorare.

Nel secondo set l’argentino cala al servizio e Fabio gli monta sopra dominandolo da fondo: 6/2 in accappatoio e ciabatte economiche. Pugnetto per la strada con sguardi perplessi dei diversamente entusiasti che camminano intorno a me.

Il cronista inglese ci ricorda come nel pacchetto Fognini ci siano anche lo spettacolo e la capacità di giocare punti impressionanti con disinvoltura totale. Non sarò io a contraddirlo, anche perché parliamo di uno che chiude il set con un passante di spalle alla rete!

Punto pazzesco

Il terzo set mi spaventa: l’idea di trovarmi il Fogna al quinto con le nocche di Tyson e il torpiloquio attivato è immagine terrorizzante, anche perché non avrei modo di seguirlo. La partita dice altro, dice che il ligure può chiuderla in 20 minuti, ma non si sa mai, anche perché la vita è sottrazione di gioia e sodomia non richiesta.

Arriva il break anche al terzo e qui anche un aspirante biografo di Fogna come il sottoscritto potrebbe rilassarsi. Anzi no: sul 3/1 15/0 al terzo, Pella è dato a 26: la legge del 26 che impone un recupero storico o un accenno di questo, potrebbe essere invocata.

Cinque minuti dopo infatti arriva il break e le prime bestemmie, rigorosamente nella metro verde di Milano.

Pella va a servire e viene asfaltato: controbreak, relax. No, altro break, Fogna che perde due volte di fila la battuta e trova tempo per litigare con l’arbitro mi rende nervoso.

Ho anche un appuntamento, non mi pare opportuno vedermi costretto a insultare un cliente per colpa sua.

La cosa responsabilizza Fabio che brekka ancora e va a vincere 6/3 con la sicumera di quelli forti davvero.

Ottavi di finali raggiungi, poteva esserci incontro storico contro Berrettini, ma niente da fare, Fogna se la giocherà con l’energumeno dal nome vagamente ridondante Tennys Sandgren, che ha reso poltiglia Querrey questa mattina.

[Foto credito: SuperTennis]

AdrianoAiello

Cinema, musica, cibo, vino, poker, risiko, calcio manageriale, scrittura, scrittura, scrittura. E tennis naturalmente. Ho speso una vita inseguendo le mie passioni, trasformandole troppo spesso in ossessioni. Tra tutte queste, il tennis, che seguo maniacalmente da più di 30 anni [...]
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