Buon compleanno Jannik Sinner e bentornato movimento

Buon compleanno Jannik Sinner e bentornato movimento

Finalmente di cose da dire ce ne sono pure troppe. E quelli bravi scriverebbero più post. Non io, che vado di flusso di coscienza a occhi spenti, saltando la colazione. Innanzitutto, Jannik Sinner compie 19 anni: auguri Peccatore.

Inutile produrre melassosi elogi e ipotizzare futuri rosei in questi luoghi: lo facciamo da tempo immemore. Malediciamo solo questo 2020, non solo per tutte le quarantene acre che ci ha riservato, ma anche perché ci ha privato, finora, dei suoi sfrontati divellamenti, spesso dal baratro, perché così è semplicemente più divertente.

La truppa italiana intanto è tornata in azione. Il challenger di Todi, oggi al secondo giorno delle qualificazioni, pare il secondo remake degli assoluti italiani, tanto da far pensare a De Laurentiis di affiancare il cinepanettone natalizio a un nuovo classico: Ferragosto con il movimento.

Ieri il mio pupillo, Matteo Gigante ha lasciato le briciole all’eterno incompiuto Filippo Baldi e oggi se la vede con la vecchia volpe Andrea Arnaboldi. Mi piacerebbe vederlo superare le quali, ma la vedo dura.

Gli altri italiani impegnati oggi sono idolo Vavassori, favorito con uno dei 35 Muller del circuito, e rovescio sinuoso Bonadio, dato alla pari con mancata piacevolezza Galovic.

Al secondo turno delle quali non manca anche il predestinato di turno, il bambino tignoso Carlos Alcaraz che probabilmente dominerà il torneo, il resto della stagione e il decennio tutto. Speriamo di sbagliare.

Il resto della truppa comparirà lunedì in una giornata di stordente movimentismo, interrotta solo dai soliti forestieri (spesso guastatori inaccettabili) da challenger italiani che, quasi quasi, ci sono mancati anche loro.

Parlo del violento Facundo Mena, del rimontatore irricevibile Zapata Miralles, ma anche di Baena, Ficovich, Bagnis e altre cariatidi male assortite. Tutte le altre facce da challenger occuperanno Praga, sede dell’altro torneo imperdibile della settimana.

Tornando al tabellone principale di Todi, segnalo il derby di struggente precarietà economica tra Forti e Musetti, definizione dovuta solo al fatto che è stato oggetto di una mia promo sul mio canale telegram dedicato alle scommesse.

Musetti superiore, ma eternamente scazzato (e stiloso) nei torni “minori”, oltre che giocatore, per me, da veloce, potrebbe concedere al grintoso Forti, che tenta di far rispettare il suo cognome. Un set per Forti a 2.12 mi piace parecchio, la quota è parecchio alta e credo scenderà. Per i più coraggiosi anche la vittoria a 4 fa gola.

Ma sulle promo torneremo in altra sede, anche perché mi capiterà spesso di tipsterarmi addosso, visto che non posso più scrivere pronostici su Livetennis, dove sono stato bannato senza addurre motivazioni plausbili (cit.), e soprattutto me ne sono accorto perché potevo postare ma non essere letto dagli altri.

Tutto questo in un forum dove si bestemmia, si insulta giocatori e gli si augura la morte se perdono un turno di servizio. Mi domando ancora cosa possa aver fatto.

Ah, a Todi giocano il derby anche Gaio e Viola e si rivede anche Marco Cecchinato: se perde da Collarini mi mangio una talpa dal muso stellato. Cruda.

AdrianoAiello

Cinema, musica, cibo, vino, poker, risiko, calcio manageriale, scrittura, scrittura, scrittura. E tennis naturalmente. Ho speso una vita inseguendo le mie passioni, trasformandole troppo spesso in ossessioni. Tra tutte queste, il tennis, che seguo maniacalmente da più di 30 anni [...]
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