Betting: come si scommette usando il bankroll

Betting: come si scommette usando il bankroll

La sezione betting è una delle parti più visitate del sito (tanto che le proxy aziendali mi hanno messo in blacklist…) e qualcuno mi ha chiesto spesso approfondimenti sui metodi. Come non partire, allora, dal bankroll, il sistema con cui attualmente sto scommettendo.

Il termine rimanda ovviamente a una pratica economica e nel nostro campo (diciamo ludico) ha una concreta applicazione nel poker professionistico, prima ancora che nelle scommesse su eventi sportivi.

Il concetto rimane il medesimo: in termini estremamente semplice scommettere usando il bankroll significa autodisciplinarsi economicamente.

Una premessa prima di addentrarci nello specifico. Di metodi spiegati bene o meno approfonditamente ce ne sono tantissimi, molti sicuramente più scientifici del mio, tutti precedenti e premiati da Google.

Però io amo fare le cose a modo mio, empiricamente, e qui riassumo soprattutto una serie di considerazioni che reputo utili non tanto per vincere (vendere aria fritta non sarà mai il mio mestiere), quanto, molto concretamente, per minimizzare le eventuali sconfitte. Perché è questo l’elemento fondamentale del bankroll, minimizzare le perdite.

In altre parole si tratta di “dominare” il sistema e se stessi: è questo d’atronde l’elemento che più mi affascina del betting. Sfidarmi a giocare in attivo, cosa che come gli scommettitori ben sanno è una discreta impresa sul lungo termine.

Dopo anni di scommesse basate su intuizioni, confuse griglie personali, uso di molteplici piattaforme, alti e bassi e qualche sregolatezza di troppo, credo di aver trovato recentemente un equilibrio puntando sul bankroll di stampo pokeristico. Quindi solide basi matematiche, controllo e grande attenzione alla varianza (variabile ineluttabile nel gioco), ma senza ingabbiare del tutto l’istinto, perché al fianco dei valori matematici non bisogna sottostimare quelli umani.

La varianza è termine e concetto fondamentale, l’unico da usare al posto di fortuna e sfortuna, che sono variabili ovviamente esistenti ma non governabili, mentre la ricerca delle quote migliori è un obiettivo concreto per ridurre, appunto, al minimo la varianza. Che è quella cosa lì che avete studiato a statistica come le oscillazioni di variabilità che il risultato di un dato evento può subire. Quindi un valore reale che indica di quanto si discosta il risultato di un evento dal suo valore atteso.

Ci torneremo più avanti per inquadrarla nel sistema più completo di metodologia di scommessa.

Cosa significa concretamente giocare con il bankroll

Qui c’è davvero poco da personalizzare e fare poesia: giocare con il bankroll ha una definizione concreta che approfondisco con elementi personali.
Si tratta di:

  1. Stabilire con cura il capitale da investire. Prendiamo una cifra facile e utile per le successive spiegazioni: usiamo come esempio 1000 euro.
  2. Definire la percentuale massima di esposizione giornaliera. Come premesso, personalmente mi sono rifatto alla mia esperienza nel poker limitando questa cifra al 5 % del capitale investito.

    Quindi, se usiamo l’esempio dei 1000 euro, ogni giorno potremmo investire massimo 50 euro provando le scommesse che preferiamo, ma con qualche paletto necessario che più avanti argomento.

    Secondo alcuni ci si può spingere al 10% dell’esposizione giornaliera, ma non la reputo una scelta lungimirante, perché credo si possa escludere la possibilità di perdere per 20 giorni consecutive tutte le scommesse piazzate, ma a 10 giorni ci si potrebbe perfino arrivare…
  3. Decidere generalmente il numero di scommesse su cui investire la percentuale quotidiana. Qui esistono alcuni approcci molto rigidi, che includono uno scientifico calcolo dell’Overlay, ma a cui personalmente sostituisco qualche linee guida e un po’ di istinto ben governato e guidato soprattutto dalla competenza, che rimane il valore fondamentale da mettere in gioco. E il motivo per cui personalmente gioco solo tennis, salvo rarissime eccezioni.

    Ho citato l’Overlay, ma è argomento troppo vasto che richiede una trattazione a parte che includa anche il criterio di Kelly. Una definizione, anche frettolosa, però è necessaria: l’Overlay è il valore della quota offerta in rapporto al suo valore reale. Sottende quindi una nostra capacità critica di giudicare una quota e proporne una alternativa o affidarsi a un tipster, cioè a qualcuno che la competenza per fornire consigli mirati sulle scommesse da giocare.

    In termini matematici l’Overlay si esprime come: ( % probabilità stimata / % probabilità implicita) -1
  4. Darsi degli obiettivi di crescita mensile. Nel mio caso, sotto il 5% di attivo mensile mi sono ripromesso di porre delle modifiche al mio approccio. L’obiettivo è raggiungere una quota di crescita del 10%, non è importante se a fine mese siano 5 euro o 5000, a contare è la crescita.

Tipologie di scommesse adatte al bankroll

Vi tocca studiare!

Nessun sistema potrebbe comunque minimamente funzionare senza alcuni paletti da imporsi, oltre ovviamente quello del rispetto economico. Questi sono i miei:

  • No lenzuoli.
    Non per fare il predicatore da film americano classico, ma davvero, ripetete con me: “basta con i lenzuoli”. Ovvero stop alle multiple a basso costo e a probabilità quasi impossibili, su una molteplicità parossistica di eventi.

    Queste giocate sono il tallone di Achille di qualsiasi scommettitore alle prime armi, ma non solo. Chi non è più di primo pelo continua spesso a farle giustificandole con l’appellativo di “multipla for fun”, una sorta di catarsi, lo sfogo legittimo, ma deleterio che mette da parte studio e rigore e punta sulla fortuna sfacciata.

    Non escludo che possa accadere di prenderne alcune, ma ciò non toglie che giocare moltissime partite in una schedina è a lungo tempo una perdita di denaro che non porta mai profitto. E rende ricchi solo i bookmaker, già ampiamente a loro agio con quote sempre meno redditizie.
  • Value bet e varianza: cercate le quote migliori
    Lo studio delle quote è il fulcro centrale del betting. Non si può prescindere dall’analisi, tanto che capiamo di essere diventati bravi quando i nostri pensieri corrispondono con quelli del bookmaker o differiscono di poco.

    Anzi, non credete che i book siano infallibili: è il contrario, sono soggetti anche loro a varianza. Spesso, specie nei tornei minori e ad apertura mercato si trovano ottime possibilità. Per questo le scommesse migliori si fanno in tarda notte quando si aprono i mercati.

    Come accennato più sopra, parlando di varianza, la capacità di un buon scommettitore è valutare la quota. Un buon esercizio è pensarla prima che viene proposta e valutare dopo se vale la pena giocarla. Magari comparando più book.

    Prendo il caso personale del giovane taiwanese Tung-lin Wu, con cui ho attualmente una statistica di 16 vittorie su 18 giocate, la migliore, personalmente, nel 2019. Ognuno ha i suoi pupilli, io seguo questo ragazzo da quando ha vinto un Itf a inizio anno, per poi fare finale in un challenger su terra la settimana dopo. Gioca soprattutto in Asia e conoscendo i suoi risultati ne prevedo bene le quote. Ogni volta che lo penso a 1.35/1.40 viene quotato intorno agli 1.57/1.60, quindi è l’esempio perfetto di value bet.
  • Primi turni, giocatori semi-esordienti, giocatori in crescita e azzardi consapevoli
    Vale il punto precedente: lo studio. Conoscere tutti i giocatori è impossibile, ma farsi una lista di quelli da seguire può essere un sistema.

    I primi turni dei tornei minori sono una giungla selvaggia infoltita dall’uso massiccio di wild card, ma muovendosi bene si possono trovare buone opportunità, specie tra i giovani in casa e in generale dai giocatori che non hanno ancora una classifica adatta alle loro potenzialità. Se ne rintracciate una manciata al mese siete a buon punto per provare qualche scommessa interessante.

    Per azzardo consapevole, invece, intendo per lo più seguire il percorso di un giocatore in evidente crescita o in un momento di buona forma, che i book continuano a quotare come sfavorito, ma che può continuare a vincere contro pronostico. Ce ne sono casi ogni settimana, trovare quello giusto può garantirvi una serie di ottime singole.
  • Predilezione per singole, soprattutto live
    Io, come detto, mi occupo quasi esclusivamente di tennis, sport ricco di complessità, situazioni psicologiche e momenti ingovernabili. Con un po’ di esperienza giocare live ci permette di entrare in una partita prendendo la migliore quota possibile. Vale anche per il calcio, naturalmente, dove la favorita sotto di un goal è occasione ghiotta.

    Questo metodo trova il massimo compimento giocando su Exchange, un sistema mutuato dal trading online (su cui tornerò con un post specifico) che può portare profitto se si ha sangue freddo, attenzione, tempo e non ci si innamora delle proprie giocate.
  • Multiple calibratissime
    Io gioco doppie o massimo triple, ma mi trovo meglio nel primo caso, perché sono la base per la crescita del proprio stake. Quindi non sono il campo da gioco dei grandi guadagni quanto mediamente dei raddoppi (o poco più) dove investire una buona percentuale della quota giornaliera.

    Statisticamente, nel tennis, almeno nella mia esperienza, la cosa migliore è una doppia sui singoli set perché è il tipo di scommessa meno soggetta a oscillazioni particolari. Pensate a due partite con quote abbastanza equilibrate, puntate il vostro favorito, ma giocate solo che non perda 2 set a 0. Solitamente questa quota gira intorno a 1.44, che moltiplicato per 2 genera un classico raddoppio.

    Con il singolo set, inoltre, ci si tutela dalla sconfitta per ritiro, avrete buone possibilità di copertura (altra questione su cui torneremo in un post specifico) e discreti margini di vittoria.
  • Rare giocate ad alta quota, ma a basso stake
    A tutti piace il brivido di prendere qualcosa a quota molto alta, a me fin troppo.

    Io sono, infatti, il primo ad abusarne tanto che per molto tempo la mia (quasi) esclusiva giocata è stata “la visione” (tipo la mitica vittoria della Vinci sulla Williams), ma soprattutto la classica rimonta del favorito o del giocatore alla pari prematch, quando sale a 4x circa, solitamente nei momenti cruciali del secondo set, dopo aver perso il primo.

    Si gode parecchio, inutile negarlo, ma alla fine si rischia di andare sotto. Però è una giocata che può avere molto senso e richiede studio delle quote e dei giocatori. Nel tennis femminile, per sua consuetudine storica più imprevedibile, ad esempio si possono fare bei profitti.
  • Antepost
    Se vi piace il brivido qualche antepost ogni tanto ci sta bene. Difficile indovinare i vincitori dei tornei, ma capita che alcune competizioni, specie quelle prima dei grandi slam, e gli Atp 250 in genere, il livellamento dei valori può consentire qualche azzardo a quota importante.

    Negli slam poi ci sono varie combinazioni. Ultimamente ho scoperto la possibilità di giocare il raggiungimento dei quarti a New York e ho preso, per fare un esempio di pochi giorni fa, Monfils a 7.50.
  • Rarissimo sforamento del bankroll
    Quelli più rigorosi negherebbero con fermezza questa ipotesi, specie perché si favorisce il male storico dello scommettitore: il tilt, ovvero la volontà psicologica di recuperare una serie di scommesse perse male aumentando la posta.

    Quello è il momento più rischioso, ma se sapete scindere e vedete la giocata giusta potete prendervi la responsabilità di provare una giocata rischiosa. Se la perdete però dovete chiudere tutto e non pensarci più.

    Personalmente mi è capitato al terzo giorno di gioco con il bankroll: giornata in passivo, tre singole perse con match point a favore, poca lucidità, vedo Sinner sotto nel secondo turno di qualificazione e forzo la mano sulla sua rimonta. Per fortuna mi è andata bene, ma è stata una giocata al limite.
  • Cercate nei book con più possibilità giocate fuori dall’ordinario
    Per quanto la vittoria (di un set o di una partita) sia sul lungo termine la giocata con maggiore possibilità di vittoria, esistono una serie di scommesse collaterali che bisogna sapere valutare.

    Quelle che guardo con maggiore interesse sono:

    La rottura del servizio, soprattutto nel tennis femminile. Per quanto i break sono molto frequenti, può essere utile cercare questa possibilità giocando la perdita del servizio di una giocatrice favorita, magari per associarla a un’altra giocata e chiudere una doppia. Validi anche le giocate live sui break, magari quando chi serve ha un 15 di vantaggio.

    Interessanti anche gli over, ma spesso il rischio di perderli per un game è alto, mentre non riesco a ragionare in termini di under. Preferisco generalmente azzardare un over di un tennista molto sfavorito, magari la quota più bassa suggerita, per rafforzare anche qui, una doppia.
  • Evitare di attivare più scommesse insieme
    Per me questo è uno dei paletti più difficili perché ho spesso visioni, specie sulle rimonte e rischio di entrare compulsivamente su molte giocate. Quale che sia il risultato è un errore, meglio concentrarsi su poche cose e seguirle con attenzione.

Tabella di crescita progressiva

Come ultimo elemento metto a disposizione una sezione della mia tabella personale (perdonate la grafica, ma gli a capo sono un po’ dadaisti) per rendere più chiaro quanto esposto.

Quello che vi propongo è l’estratto dei miei primi 15 giorni in modo da rendere evidente anche qualche sbandata, le oscillazioni e la variazione dei metodo di gioco, come anche chiari errori, sottolineati nell’overbankroll, alcuni dei quali anche a valore positivo, ma sempre giocate forzate rimangono.

% for dayMultipleSingoleValoreProgressivoOverbankroll non conteggiato
83% (41,5 €)2 ok2 no-18982
124% (60 €)2 no1 no, 2 si0982
100% (49 €)1 no3 si, 2 no-298025 euro su Duckworth a 11, persa
115% (56,5 €)1 no1 si, 3 no-3095050 euro su Sinner a 3.5, presa
70% (33,25 €)1 si1 si, 1 no40990
62% (30,7€)1 si1 no121002
100% (50 €)1 no1 si, 1 no0100235 euro su Collarini a 6, presa
100 % (50 €)2 si, 1 no3 si, 1 no191021
100 (51)%1 no, 2 si3 no, 3 si41106230 su exchange perse
100 (53€)%1 no 2 si2 no, 1 si261088
80 % (44 €)1 no, 1 si1 no 21090
70% (38)1 si, 1 no2 si, 1 no291110
80% (44,5)1 si2 no, 2 si,301140
100 % (57 €)1  no, 1 si1 si, 2 no51145
90 % (51€)3 si, 1 no651210

AdrianoAiello

Cinema, musica, cibo, vino, poker, risiko, calcio manageriale, scrittura, scrittura, scrittura. E tennis naturalmente. Ho speso una vita inseguendo le mie passioni, trasformandole troppo spesso in ossessioni. Tra tutte queste, il tennis, che seguo maniacalmente da più di 30 anni [...]
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