Andrea Pellegrino: la legge del lucky loser spiegata bene

Andrea Pellegrino: la legge del lucky loser spiegata bene

Chi è avvezzo al mondo del tennis sa che parliamo dello sport più maledettamente diabolico e sadico mai immaginato. Non esistono sicurezze, non esiste serenità e perfino i predestinati sanno che ogni partita va guadagnata con somma fatica.

Nonostante tutto sia possibile e poco sia pronosticabile (a parte Nadal che asfalta tutti sulla terra) esistono delle consuetudini statistiche che assurgono al ruolo di leggi non scritte.

Tra questa c’è quella del lucky loser, che vede il giocatore ripescato nel tabellone dopo essere stato sconfitto nelle qualificazioni, quasi costretto dai del tennis (ancora una rievocazione metafisica) a divellere senza pietà alcuna.

Arrivando in alcuni casi addirittura alla finale o comunque a traguardi incredibili.

Tanti i casi celebri: recentemente Miomir Kecmanovic che raggiunge i quarti addirittura di un 1000 come Indian Wells; più indietro nel tempo le vittorie di Sergiy Stakhovsky nel 2008 a Zagabria, Rajeev Ram nel 2009 a Newport, Andrey Rublev nel 2017 a Umago, Leonardo Mayer nella settimana seguente nel 2017 ad Amburgo e Marco Cecchinato all’Open d’Ungheria nel 2018.

Per tornare alla brutale cronaca, abbiamo un esempio di aspirazione alla legge in Andrea Pellegrino, uno tra i tanti giovani tennisti persosi in quel limbo purgatoriale tra i futures e le qualificazioni dei challenger.

Umorale e incostante, ha le stigmate dell’eterna promessa italica, ma giunto a 22 anni la sua classifica di 387 al mondo non dà adito a grandi voli pindarici. Almeno per il momento.

Pochi giorni fa, Pellegrino gioca le qualificazione del torneo di Vicenza: parte favorito con Andrea Vavassori in un match, ma prende una stesa pazzesca. Non ne butta davvero una di là, perde tutti i servizi e torna a casa a capo basso.

Poco male, viene ripescato come lucky loser per giocare contro il ben più chiacchierato (attualmente) Lorenzo Musetti, vincitore dell’Australia Open juniores. Lo scazzo di Pellegrino è così elevato che nemmeno la legge del lucky loser pare salvarlo e in 20 minuti prende un 6/2 di rara autorità.

Viene giù il diluvio e alla legge del lucky loser si aggiunge l’emendamento pioggia, ovvero la capacità del temporale di danneggiare chi sta avanti e dare speranze a chi è in affano.

Infatti si riprende, recupera, va al terzo e vince agile.

Ieri, terzo derby consecutivo (il movimento domina ricordiamolo!), questa volta con il solido ed esperto Andrea Arnaboldi. Naturalmente Pellegrino lo divelle con agio inusitato: 6/2, 6/4.

Oggi partiva davvero chiuso con Kamill Majchrzak, numero 117, redentore di Peccatore un mesetto fa in una finale challenger.

Ovviamente Pellegrino lo asfalta in due set senza batter ciglia issandosi a uno dei favoriti del torneo.

Comunque andrà a finire la legge del lucky loser è realtà, accettatela!

AdrianoAiello

Cinema, musica, cibo, vino, poker, risiko, calcio manageriale, scrittura, scrittura, scrittura. E tennis naturalmente. Ho speso una vita inseguendo le mie passioni, trasformandole troppo spesso in ossessioni. Tra tutte queste, il tennis, che seguo maniacalmente da più di 30 anni [...]
Chiudi il menu